giovedì 14 marzo 2013

SISTEMI DI PRODUZIONE AUDIO/VIDEO


SISTEMI DI PRODUZIONE AUDIO/VIDEO


CD/DVD/BLU-RAY



Tutti e tre sono dischi in policarbonato con all’interno uno strato di alluminio. La differenza sta nel tipo di raggio laser  che incide i solchi di alluminio e che poi li legge.

-          CD: raggio laser infrarosso
-          DVD: raggio laser rosso
-          BLU-RAY: raggio laser blu

La lunghezza d’onda della luce laser, passando dall’infrarosso al blu, diventa sempre più piccola (405nm del dvd contro i 650nm del BD), incidendo sul disco fori con dimensioni sempre minori. Per tale ragione un disco BD può immagazzinare più dati di un DVD e di un CD, che non hanno quindi la capacità necessaria per immagazzinare i dati necessari alla definizione HD. Inoltre il BD può contenere fino a 16 strati di incisioni (layer).
               
Ma non e’ solo un discorso di capacità. Con il Blu-ray la velocita’ di trasferimento video/audio può arrivare a 54 Mbps rispetto ai 10 Mbps dei DVD tradizionali.
Grazie alla tecnologia Blu-ray i contenuti audio non devono obbligatoriamente essere compressi e quindi ne deriva una qualità superiore.






Il Compact Disc (CD) è composto da un disco di policarbonato trasparente, generalmente di 12 centimetri di diametro, accoppiato nella parte superiore ad un sottile foglio di materiale metallico sul quale, nella parte inferiore vengono memorizzate le informazioni come successioni di "buchi" e "terre" (in inglese "pits" e "lands") successivamente letti per mezzo di un laser (per questo motivo sono detti anche dischi ottici).
I CD hanno una struttura paragonabile a quella dei normali dischi musicali: i dati sono ordinati lungo un'unica traccia a forma di spirale, un'organizzazione quindi molto diversa da quella dei dischi magnetici (hard disk e floppy disk). La spirale parte al centro (contrariamente ai dischi in vinile) e procede verso l'esterno, permettendo così di avere CD più piccoli dello standard (per esempio i mini-CD o i CD a forma di carta di credito).
                Nei primi anni il progetto fu inizialmente seguito da una joint venture tra DuPont (un'azienda chimica tra le più note al mondo, esperta di policarbonato )e Philips. Gli studi preliminari misero in luce che lo sviluppo del CD avrebbe consentito la creazione un disco con una capacità oltre 600 MB di dati e probabilmente oltre un'ora di musica in formato digitale. La cosa non entusiasmò i manager DuPont per via degli enormi investimenti richiesti: tenendo conto che i personal computer di allora avevano memorie da 64 KB a 4 MB e hard disk da 20 MB, la capacità del  nuovo supporto sarebbe stata esagerata in confronto alle reali necessità dell'epoca. Anche per la musica era impensabile che il mondo intero sostituisse i giradischi e i registratori con i nuovi costosissimi lettori di dischi ottici, ed in eff etti la cosa non avvenne a livello di massa per i successivi venti anni. Il management DuPont rifiutò il progetto e chiese quindi a Philips di continuare da sola, costringendo così la stessa a cercare altre alleanze per lo sviluppo del supporto. Di fatto la progettazione del CD nella sua configurazione definitiva risale al 1979, e si deve ad una nuova joint venture della Philips con l'azienda giapponese Sony.


Il DVD, acronimo di Digital Versatile Disc (in italiano Disco Versatile Digitale, originariamente Digital Video Disc, Disco Video Digitale) è un supporto di memorizzazione dati di tipo ottico, utilizzato per la riproduzione di file Video (DVD-Video) e Audio (DVD-Audio). I DVD hanno una capacità di 4,7 GB per lato, per un totale di 9,4 GB per disco e vengono scritti a 0,6mm di profondità. Hanno qualità delle immagini full HD a 1080p il che equivale ad una sbalorditiva risoluzione di 1900×1080 pixels. I DVD hanno un diametro totale di 12 cm e possono essere a “double layer” (doppio lato),  cioè può essere inciso da tutti e due i lati o a “single layer” (lato singolo), incidibile da un solo lato. La memorizzazione delle informazioni avviene sullo “strato di incisione“, tramite un laser, focalizzato su esso, che ne modifica la riflettività, riproducendo la sequenza 0, 1 di bit.

Il Blu-Ray Disc (BD) è un disco di supporto dati, introdotto sul mercato dalla Sony nel 2002, utilizzato per la memorizzazione e la riproduzione di filmati ad alta definizione. Il termine “Blu” è stato utilizzato al posto della parola inglese “Blue”, poichè una parola usata nella lingua corrente non può essere utilizzata come marchio registrato. Per vedere i Blu-Ray è necessario avere un apposito lettore che utilizza un laser a luce blu (a differenza della luce rossa utilizzata nei lettori DVD), che però è in grado di riprodurre anche i normali DVD.  Un disco Blu-Ray single layer contiene 25GB di memoria (quindi una capacità pari a più di 5 DVD single layer): anche se questa capacità sembra enorme, bisogna considerare che un BD single layer può contenere solo circa 2 ore di filmato in alta definizione. Per aumentare la capacità di memoria, oltre all’utilizzo dei dischi a doppio strato (50 GB),  sono stati creati dei codec per comprimere e migliorare l’acquisizione dei dati. I dischi Blu-Ray hanno un diametro di 12 cm, pari a quello dei normali DVD, ma i dati sono incisi a soli 0,1mm di profondità sotto la superficie, inoltre la qualità delle immagini full HD è a 1080 pixel. La nuova frontiera dei Blu-Ray è il 3D, per i quali è necessario possedere lettori e televisori compatibili, accompagnati da appositi occhialini. 


VECCHIE APPARECCHIATURE:   
VINILE E MUSICASSETTA/VIDEOCASSETTA

                Il disco in vinile è un disco in plastica nera di 30 cm di diametro (LP). Ogni superficie è incisa da un lunghissimo solco disposto a spirale, che riproduce la traccia sonora grazie a ondulazioni trasversali, dovute al suo andamento irregolare.

                Nella sala di registrazione la modulazione del suono, trasformata in segnale elettrico da un microfono, viene trasferita su un disco in plastica da una punta, messa in vibrazione trasversale, che incide la superficie. Da questo primo disco si ricava la matrice di nichel detta master, da cui si ottengono migliaia di copie in vinile mediante stampaggio.
Il disco viene letto da un giradischi, che ha una puntina durissima che scorre nel solco per “leggere” le ondulazioni trasversali, che la testina ritrasforma in segnale elettrico.

                Nel 1947 comparve il disco a 33 giri, chiamato long playing (LP) perché conteneva ben 25 minuti di musica per facciata. Nel 1949 comparve anche il disco a 45 giri, che conteneva circa 15 minuti di musica per facciata.


                La cassetta audio è un piccolo contenitore di plastica con all’interno un nastro magnetico flessibile, arrotolato in bobina. Il nastro permette di registrare fino a 60 minuti di musica per lato; per ascoltare l’uno o l’altro lato basta girarla all’interno del lettore.

                Il registratore a cassette ha una testina formata da due archi di materiale magnetico (traferri) che si fronteggiano. Durante la registrazione,  nel filo di rame passa la corrente elettrica che genera un campo magnetico, il quale orienta, come tante piccole calamite, i cristalli sul nastro.

                Durante la riproduzione, i cristalli orientati ripassano davanti al traferro e modificano il campo magnetico provocando una corrente elettrica variabile nelle bobine. Questo segnale elettrico passa nell’amplificatore e poi nei diffusori.

Nella videocassetta, il procedimento audio è analogo e a questo viene abbinata una traccia magnetica video








 
NUOVE TECNOLOGIE AUDIO

                Un sistema di riproduzione audio molto diffuso oggi è lo standard MP3 (abbreviazione di MPEG Layer3) un formato di compressione dati utilizzato per i file audio che ne riduce di dodici volte l’ingombro senza modificare o alterare la qualità del suono, consentendo la diffusione della musica su apparecchiature diverse dai tradizionali impianti HI-FI (come ad esempio computer e internet).
                Poiché l’orecchio umano percepisce i suoni entro un determinato spettro di frequenza, il sistema MP3 elimina quelli non udibili permettendo un notevole risparmio nella lunghezza dei file. Per registrare un file in questo formato attraverso il PC è necessario un microprocessore piuttosto veloce, una scheda audio e alcuni programmi.

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